mercoledì 5 agosto 2015

Sesto giorno lituano


4 agosto, martedì da Kurbarkas a Keturnaujiena

Ho dormito così bene e profondamente che durante la giornata devo fermarmi per una pennichella.
Oggi, come sempre detto, dato che ieri ho fatto tappa lunga, sarà giorno di tappa di riposo, quindi pochi km ben distribuiti durante l'arco della giornata, oggi non ho "obblighi"!

Parto alle 08, subito in direzione opposta a ieri sera per quasi un km, quindi svolta a sinistra ed inizia la vera "discesa" verso la Polonia.
Primo obiettivo del giorno e trovare da bere, ho saltato i negozi in centro e propendo per un piccolo paese dopo un paio di km.
Purtroppo qui c'è solo un distributore, però trovo il beveraggio necessario.

Come spesso mi succede, il dormire troppo bene mi porta a stancarmi presto, così mentre non ho nemmeno fatto 20 km sento il bisogno di riposare.
Le fermate degli autobus, sono alquanto scomode in questo tratto, e non vedo l'ora di arrivare a Šakiai, qui acquisto dell'uva, dell'acqua e trovo un bel parco dove, dopo avere mangiato, mi stendo per un riposino, una bella dormita di quasi un'ora e mezza.

Appena mi sveglio mi metto alla ricerca di un negozio TELE2, e lo trovo, ma l'impiegata o è tonta o fa finta di non capire quel che voglio.
Mi rimetto in carreggiata e la strada in questo tratto mi offre una buona banchina ma poco transitabile, il traffico di mezzi pesanti è intenso, stanno trebbiando ed i trattori e gli autotreni che trasportano le granaglie ai silos sono un continuo andare avanti ed indietro.

Ennesimo paese ed ennesima sosta, il pomeriggio è decisamente caldo, e penso che questa sia la giornata più "bevosa" dall'inizio del viaggio.  
Riparto ed al paese successivo comincio a chiedere di campeggi ed alla fine, in fondo al paese, un signore, che sta seduto sulla soglia di casa, dopo aver tradotto tramite il cellulare la mia richiesta, mi porta dietro casa e su un prato appena tagliato, mi fa piazzare la tenda.

Dopo un'ora arriva il comitato d'accoglienza, decisamente molto ma molto gentili, mi portano il tè, biscotti, pomidoro della propria coltivazione.
Un posticino dove poter scrivere le due pagine ed il pozzo a disposizione.

Quinto giorno lituano

3 agosto, lunedì da Pagėgiai a Jurbarkas

Tappa decisamente dura, causa un'indicazione stradale alquanto contraddittoria.
La partenza è decisamente delle migliori, dopo i saluti, mi immetto sulla strada principale, larga con una bella banchina transitabile ed una pista ciclabile che l'accompagna per un lungo tratto.
Dopo 3 km c'è il bivio che porta in Russia, io devo svoltare a sinistra in direzione Vilkyskiai, e come già ieri e l'altro e fino a quando non arriverò di nuovo al mare, "costeggerò" il confine russo, fino ad arrivare a pochi metri quando sarò verso la Polonia.

Come dicevo la strada è buona all'inizio, ma non appena alla svolta successiva prendo la 141, le cose cambiano.
Di nuovo zolle e solchi che rendono molto difficile camminare tranquillamente, per fortuna il traffico non è molto intenso, pur essendo lunedì.
La cosa che più mi lascia deluso è il fatto che mi manchino gli spunti per delle fotografie, decisamente pochi e per lo più sono scatti che mi serviranno per la descrizione del percorso, ma anche in questo caso non vedo molto di interessante, ai tempi che furono sono convinto che avrei fatto questo viaggio con non più di 10 rullini da 36 al seguito.

Il paesaggio è "liscio e piatto", anche i piccoli paesi che attraverso hanno ben poco da offrire, unica nota, ci si avvicina alla Polonia e l'influenza cattolica si nota già da ieri, chiese, edicole, statue e crocifissi cominciano ad "adornare" le strade.
Alle 11:30 mi fermo per la prima sosta e la scrittura della pagina di ieri, il locale apre alle 11, ma la cameriera deve avere il "periodo delle piogge" e lo notano anche due ragazzi che si fermano per mangiare e si lamentano del fatto che non servano birra.
Finita la sosta, dopo poche decine di metri dalla ripartenza, è il momento delle ciliegie, alberi stracolmi su terreno pubblico: che fare?

Riparto ed in ogni piccolo centro che incontro entro nel locale negozio di alimentare, oggi le bibite zuccherate vanno giù che è un piacere senza contare i gelati a base d'acqua.
In uno di questi, vicino alla fermata del bus vedo un signore che rovista tra le immondizie e sta cercando cicche di sigarette, non posso fare altro che entrare in negozio prenderne un pacchetto e consegnarglielo, mi guarda esterrefatto come per dire, ma chi sei?
Dopo questa piccola parentesi riprendo e all'uscita dal paese il qui pro quo, vedo un cartello che indica Jurbarkas a meno di 20 km.
Faccio un semplice conto e parto a spron battuto, dovrei arrivare prima che faccia buio.
Man mano che mi avvicino i dubbi cominciano a salire, fino a quando non incontro una coppia di ciclisti polacchi che smontano il mio castello.

Quando pensavo di essere a meno di 6 km, mi dicono che ne mancano 12, poco più avanti un segnale che me lo conferma.
Proseguo fermandomi in un paio di posti a chiedere se ci sono dei campeggi nei paraggi, nulla da fare e mi arrendo all'evidenza.
Se durante il pomeriggio la lunga fila di alberi mi ha protetto dal forte calore pomeridiano, a quest'ora non mi concede possibilità di trovare un posto ove piazzarmi per la notte.
Quindi muso duro, berretto schiacciato e avanti fino in città.

Qui ci sono due posti ove fermarmi, un hotel ed un B&B, il secondo è decisamente caro mentre il primo è abbordabile, quindi alle 22:20 entro in hotel e mi ci piazzo per la notte, riuscendo perfino a lavare un paio di cose ed averle asciutte la mattina.    

lunedì 3 agosto 2015

Quarto giorno lettone

2 agosto, domenica, da Rusné a Pagėgiai

Dopo una terribile notte, quasi insonne, alle 07:30 sono per strada.
Attraverso il ponte sul fiume Minjia e camminando su una strada che corre parallela al confine con la Russia mi avvio verso il confine polacco che dista circa 200 km.

Anche oggi la giornata è bella, anche fin troppo, e diventa, grazie ai tanti negozi aperti lungo la strada, una copia di alcune tappe lungo la francigena ad agosto 2013, ogni occasione è buona per un bel gelato a base d'acqua, qui non trovo i ghiaccioli e mi accontento di ciò che c'è.
E' altresì giornata di grandi bevute, il sole picchia forte e la sete è tanta.
Passate da poco le 12, in preda ad una forte crisi di sonno, alla prima panchina della fermata dell'autobus, mi faccio una "dormitina" di circa un'ora.
Riprendo, per fortuna in questa zona i piccoli centri si susseguono ad una distanza media di circa 5 km, ma la stanchezza oggi è tanta, non dormire è decisamente poco sano.

A tutto questo va aggiunto il fatto che la strada è decisamente trafficata ed inoltre il fondo lascia proprio a desiderare, zolle e solchi profondi una ventina di cm, corrono lungo la sua lunghezza per diversi km, la cosa non consola soprattutto perché è stretta, decisamente stretta, peggio di così solo in Inghilterra.
Se dovessi dare dei voti per quel che riguarda le strade, in decimi, direi: alla Finlandia 9,5; Estonia 7; Lettonia 5,5; Lituania 4. Mi vien male pensare alla Polonia.
Mentre sto meditando su questo, all'esterno di uno dei negozi, esce un ragazzo che mi fa le solite domande e mi conferma che le strade lituane sono decisamente le peggiori sul Baltico, ma allo stesso stesso tempo mi consola con la Polonia, assicurandomi che di la troverò delle strade decisamente molto belle: vedremo!

Continuo con l'intenzione di non fare oltre 40 km ed alla prima occasione fermarmi, verso le 18 trovo un bel posto, troppo bello, bevo qualche cosa di fresco e proseguo.
dopo circa 7 km arrivo a Pagėgiai, qui vado verso il promo hotel che trovo, il prezzo è ottimo, anche considerando il locale è nuovissimo, purtroppo è pieno, così come il vicino B&B.
proseguo e lungo le strade, ben curate del centro abitato, vedo due signore che tagliano l'erba, davanti ad una casa, non ci sono recinzioni, mi avvicino e chiedo. La più giovane delle due mi chiede se parlo tedesco, quindi va ad una finestra e chiama qualcuno, arriva un ragazzo che parla inglese, chiedo se posso mettere la tenda per la notte, la stessa signora chiama di nuovo alla finestra e ne esce un signore, parlano e mi dice che non posso mettere la tenda li e che se desidero, mi ospitano a casa!!!

Irena, la madre, che si alza alle 6 per andare a correre e farsi un bagno nel lago, che immagino gelato; Radas, il figlio studente universitario appassionato di cavalli e salto agli ostacoli e che con il padre Rimas, condivide questa passione, lo dimostrano le due teche strapiene di coppe e medaglie ottenute in questa pratica.
Ospitato con tutti i crismi: cena; doccia; comodo letto; colazione, che volere di più?

Penso sia superfluo definire tali persone gentili, penso che il solo pensiero di potere ospitare un estraneo in casa, come hanno fatto loro con me, qualsiasi cosa si possa dire ne contempla il termine.
Intanto, nonostante la stanchezza anche oggi ho fatto i km previsti dalla mia media. 

domenica 2 agosto 2015

Terzo giorno lituano

1 agosto, sabato, da Joudkranté a Rusné

Scrivo queste righe mentre a pelo d'acqua sto navigando verso Minjia, 
Partito da Nida dopo un'attesa di oltre 2 ore, la barca mi sta portando oltre lo stretto lontano dalla scorciatoia verso la Polonia.

Il confine russo è a poco da Nida, io poco previdente non ho fatto il visto ad aprile, sarebbe stata una buona occasione per entrare in terra russa, per non parlare poi di San Pietroburgo, ma quando le cose si fanno nel senso dell'amicizia...
La tappa di oggi non è molto difficile ed è decisamente molto bella, unico inconveniente è il rumore del mare che pare un continuo rullio di tamburi arrabbiati.
A differenza di ieri, quando ho camminato lungo la strada che da Smilyne a Joudkrante, oggi il sentiero è tutto in mezzo al bosco, una lunga striscia di asfalto che muovendosi sinuosamente attraversa tutta la penisola, almeno in territorio lituano.

La pace ed il silenzio mi rimettono decisamente in pace con me stesso, dimentico le stupidaggini e mi concentro su questo breve, ma decisamente, interessante tratto.
Il tempo di abituarmici e subito arriva Pervalka, ma il sentiero sfiora appena le case, quindi proseguo alla volta di Nida.
Giunto a Preila non posso fare finta di nulla, ho camminato per 20 km e la fame si fa sentire, mi fermo in un bar, qui incontro una famiglia emiliana, il solito mona che sono non chiedo i nomi.

Mi fermo per compilare la pagina di ieri, che però pubblicherò il giorno 2, le informazioni si pagano!
...mentre la barca continua a rollare, facendo venire il mal di mare, provo a continuare la scrittura.
Al bar decido per un tè ed un dessert a base di formaggio e composta di ciliegie con molte ciliegie sciroppate a fare da contorno, una vera libidine, infatti faccio il bis, al secondo colpo mi ci aggiungono pure scaglie di cioccolato bianco, che dire gente, dovreste provare, ripeto, una vera LIBIDINE!!! Convinco pure la famiglia emiliane a chiederlo e mi dicono che è decisamente buono!
Proseguo alla volta di Nida, mancano meno di 10 km.

Il sentiero ora costeggia il mare interno alla penisola, la costa esterna è lontana oltre 2 km, il silenzio è rotto solo dal continuo passare delle biciclette lungo la pista, sono l'unico a piedi.
Come previsto a Nida ci arrivo verso le 15, il tempo di guardarmi un poco attorno, chiedere alcune informazioni e trovare il punto di imbarco.
Due ore di attraversata a 11 euro compresa bevanda e carretto.
Intanto sulla barca chiedo informazioni su eventuali campeggi a Minjia, mi dicono che uno c'è ed anche vicino all'imbarco, speriamo!
Purtroppo non è così, devo camminare ancora una decina di km, per arrivare a Rusné, alle 21 sono sul posto, pare un posto tranquillo, purtroppo non è così.

Una massa di deficienti, ritardati mentali, mentecatti e grandi maleducati, per non dire immensi stronzi, hanno deciso di fare casino, con della terribile musica di merda e la proprietaria fa finta di nulla, a questo punto muovermi non posso, io non ho amici invisibili che mi accompagnano la notte, mi rassegno, nemmeno i tappi bastano, si augurino domattina di mettere tutto via perché farò si che il karma abbia il suo seguito.
Dopo la doccia faccio appena a tempo a fare un paio di foto ad una bellissima luna rossa! 

Secondo giorno lituano

 31 luglio, venerdì da Karkle a Joudkranté

Devo decidere se fare tappa corta o meno, se fermarmi a Klaipeda o se proseguire lungo la costa o la penisola di di fronte alla costa che passando per Nida porta a Kaliningrad nella Russia Bianca.
Dopo avere ritirato il bucato ancora bagnato, ciò significa un ulteriore lavaggio, avere preso il carretto ed essermi organizzato al meglio, dimenticando due bandane, parto alla volta di Klaipeda, su consiglio del gestore del campeggio, seguo la pista ciclabile che a quanto pare è più corta e decisamente più tranquilla, infatti così è.

In questo tratto non si sente nemmeno il rumore del mare, si è in mezzo alla natura percorrendo la striscia di asfalto che serpeggia tra i pini.
C'è molta gente lungo questa pista, chi a piedi chi in bici, molti raccoglitori di funghi e mirtilli, quella che immagino la guardia forestale, ma tutto in un silenzio quasi irreale.
Silenzio che dura sin dentro al centro abitato, almeno fino a quando le grosse arterie del centro non incrociano il cammino.

Qui trovo la coppia di tedeschi che avevo incontrato assieme alla famiglia russa pochi giorni fa, prendiamo un caffè assieme, mi dicono cosa fare nel caso decidessi di scendere lungo la penisola, quindi ci salutiamo con l'intento di rincontrarci domani verso Nida.
Non appena fuori dal bar, inizia un violento acquazzone che durerà oltre 2 ore, in questa occasione mi ritiro in un ristorante e mi mangio un panino in attesa che spiova.
Verso le 14, a stomaco pieno decido per scendere lungo la penisola, vado a prendere il traghetto e così ricevo informazioni riguardo alla barca che mi riporterà verso la terraferma giunto a Nida.

Appena oltre il canale, mi vedo costretto a fermarmi sotto una tettoia per altri 30 minuti per un secondo scroscio che è iniziato alla partenza del traghetto.
Quindi seguendo una pista ciclabile mi avvio verso sud.
L'EV10 non riesco proprio a trovarlo, le indicazioni che trovo me lo danno nel senso contrario, quindi decido di procedere lungo la strada, stretta e decisamente frequentata, sono 19 km fino al prossimo paese.
Lungo l'arteria ho una bella grande sorpresa: vedo un'ALCE, pazzesco 1500 km di Finlandia e nemmeno l'ombra del "bestione"!

E' una visione decisamente improvvisa e furtiva, un grosso esemplare di femmina che rapidamente attraversa la strada, e la sua velocità è tale che se anche avessi avuto la macchina fotografica pronta, penso non sarei stato capace di catturarne l'immagine.
Pensando di avere avuta una visione mi premuro di chiedere in paese, qui mi confermano l'esistenza dell'animale sull'istmo.
Giunto in paese e vista l'aria che tira cerco un posto a dormire in paese, ma tutto è troppo caro, passo oltre e fatta spesa vado a prendere, finalmente, la pista ciclabile, e lungo questa riesco a trovare un buon posto ove sistemarmi.

Vicino al mare oltre la duna, con sottofondo di tremendo rullio di tamburi che provengono da oltre la duna stessa, il mare è decisamente grosso, il vento che soffia e la tentazione di stendere a finire di asciugare la roba, decido di no, e faccio male!