giovedì 26 luglio 2012

Berducedo- Granda de Salime 26 luglio

Berducedo- Granda de Salime 26 luglio

Tappa che si preannuncia interessante dal punto di vista salite discese.
Dopo la pioggia di ieri sera stamane il cielo è nuvoloso, nonostante questo fa caldo e la poca acqua caduta sta lentamente evaporando rendendo l'aria pesante.




 Si inizia con una leggera salita di circa 2 km per poi scendere sino a La Mesa da dove inizia la ripida salita di soli 1,8 km ma con un dislivello di 171 m.
Nonostante questo non è difficile arrivare all'Alto de los Coriscos, si cammina su una strada asfaltata.
Lungo questa si procede per alcune centinaia di metri, sino alla Capilla de Buspol, da qui con una "picchiata" di 754 metri si arriva alla diga di Grandas de Salime.









 A dire la verità la "picchiata" è di circa 500 metri, quindi, il sentiero tra i boschi di pini e castagni, tagliando la montagna per circa 3 km ci conduce allo sbarramento.
La discesa è veramente molto dura e mette a prova la resistenza di tendini e giunture, ma passato questa difficoltà il resto della tappa si svolge nel modo migliore.
Poco dopo la diga troviamo un albergo presso il quale sostiamo qualche minuto.
Qui incontriamo parte della compagnia con la quale la sera solitamente condividiamo l'albergue.






Ripartiamo e salendo di 500 metri circa, camminando su strada asfaltata i primi 4 km e su sentiero tra i boschi gli ultimi 2 arriviamo in paese.
Complessivamente la tappa non è stata molto faticosa, il paesaggi seppur vario ricalca quello già visto i giorni precedenti.
Domani ultima tappa nelle Asturie.

Campiello- Barducedo 25 luglio

Campiello- Berducedo 25 luglio

Cielo terso e sentiero perfetto: tappa meravigliosa!
Partenza al buio, ci auguriamo di avere con noi la guida di cui ci ha parlato la signora Herminia, il suo cane Sol, un vecchio meticcio che ha l'abitudine di accompagnare le persone che sostano presso l'ostello sino alla biforcazione del cammino che porta o a Pola de Allande o a seguire il tratto definito "Hospedajes".
Oggi Sol non è della compagnia, sono le 06.30 quando ci avviamo, si sta alzando la nebbia e comincia schiarire, il paesaggio reso sfuocato dalla bruma assume a volte aspetti da favola.



 Non fatichiamo molto per arrivare a Borres, ultimo baluardo prima dell'inizio della lunga salita.
Dopo pochi minuti giungiamo al succitato bivio ed il tracciato comincia salire, mentre tutt'attorno la natura pare risvegliarsi offrendoci uno spettacolo decisamente fantastico.
La strada a tratti si inoltra nel bosco ed i primi raggi del sole riescono ad entrare attraverso gli spiragli lasciati dalla vegetazione che paiono delle lingue di fuoco lanciate verso terra da un sole intensamente rosso.
Il panorama merita decisamente e si prospetta ancor migliore salendo verso l'hospital de Fanfaraon, punto più alto di oggi.





 Dopo circa un'ora e mezza arriviamo al pianoro dell'hospital de la Paradialla, breve sosta per ammirare un panorama mozzafiato e via verso quella che è l'erta più difficile di oggi, un tratto di ripidissimo sentiero di montagna, poche centinaia di metri alquanto difficili.
Superato l'ostacolo sosta per bere e mangiare e via verso l'erta finale.
Dopo avere con un continuo, per fortuna dolce, saliscendi attraversando degli alpeggi dove in molti punti domina il rosa dell'erica, con mucche e cavalli al pascolo, arriviamo al Collado de la Marta.
Da questo punto inizia l'ultima salita che ci porta verso Puerto del Palo, quindi la lunga discesa verso Montefurado prima e Lago poi, in quest'ultima località finalmente troviamo un bar.




 La discesa è decisamente difficile e ripida, soprattutto nel primo tratto, lungo un sentiero ciottoloso e polveroso che alle volte è inconsistente sotto i piedi.
L'ultimo tratto è una leggerissima salita che ci porta a Berducedo, piccolo paese che però ha due ostelli a disposizione.
Durante tutto il tragitto abbiamo avuto modo di rincontrare diverse persone viste i giorni scorsi e con le quali abbiamo condiviso parte di questa tappa.






Questa tappa ci era stata descritta come una delle più terribili di tutti i cammini, siamo delusi da queste affermazioni, ci avevano addirittura consigliato di passare per la variante di Pola de Allande.
Sarà stata la giornata decisamente bella, meteorologicamente parlando ma a noi è sembrata una delle più belle se non addirittura la più bella, almeno dei cammini fatti sino ad ora.
C'è poco da fare: bisogna provare le cose sulla propria pelle!

martedì 24 luglio 2012

Bodenaya Campiello 24 luglio

Bodenaya-Campiello 24 luglio

Il cielo è sereno e la giornata si preannuncia molto calda.
Dalle vare descrizioni fatte, la tappa, deve essere alquanto dura con una lunga e dura salita.
Usciamo da La Espina dopo avere attraversato in toto il centro abitato che si trova tutto disposto lungo la carrettera N634.
Dopo un km e mezzo circa la deviazione a destra che ci conduce al sentiero che si snoda, parallelo alla sottostante strada, lungo il declivio della collina, sino all'arrivo al piccolo a El Pedregal.
Qui per un paio di centinaia di metri camminiamo sulla carrettera sino a quando il sentiero si "butta" di nuovo sulla destra inoltrandosi in mezzo a campi variamente coltivati.
Saliamo per circa una cinquantina di metri per poi ridiscenderne altrettanti sino all'arrivo a Tineo.
Qui perdiamo per un momento le indicazioni e ci ritroviamo in compagnia ad altre persone alla ricerca del "segnale perduto" sino a quando un vigile del posto non ci rimette sulla giusta strada.
Dal paese inizia la lunga salita, a tratti discretamente dura, sino all'Alto de las Canteironas "cima Coppi" della tappa odierna, con un dislivello di 203 m.
Nonostante il sole picchi molto forte la fatica è attenuata dal fresco offertoci dalla vegetazione che a tratti pare un tunnel e dalla leggera brezza che comunque soffia oramai da diversi giorni ininterrottamente.
Dalla cima si gode un bellissimo panorama con addirittura a nord la vista sul Mar Cantabrico verso Luarca.
La discesa verso l'Ermita de Villaluz è altrettanto lunga che la salita, non molto ripida con il sentiero che si snoda attraverso un fitto castagneto.
Gli ultimi 3 km sono su strada asfaltata.
Pure stavolta decidiamo all'ultimo momento di sostare presso l'albergue del paese in quanto in quello di Borres, 3 km più avanti, non c'è la possibilità di cucinare, mancano negozi e non v'è nemmeno un bar.
La tappa di domani a detta di molti sarà molto dura.

Cornellana- Bodenaya 23 luglio

Cornellana- Bodenaya 23 luglio

Come ieri la giornata si presenta nuvolosa ed il buon giorno ce lo da una bella salita.
La tappa di oggi corre prevalentemente su sentieri o strade sterrate, poco asfalto e solo in prossimità dei centri abitati.
La salita della partenza non è così dura come pareva all'inizio, sono alcune centinaia di metri che portano ad un gruppo di case dalle quali diparte un sentiero che si snoda in un bosco di castagni, noccioli e querce.




Giungiamo alla cima ed inizia una leggera e breve discesa, il cammino continua in piano, attraversiamo la campagna incrociando strade, attraversiamo dei piccoli rii ed alcune aldee sino a quando giungiamo alla leggera salita che ci porta a Salas, salita che è preludio a quella che segue dopo il paese.
A Salas sostiamo per bere qualche cosa quindi ci avviamo, dopo poche centinaia di metri lasciamo la strada asfaltata per immetterci su una strada in terra battuta che si inoltra nella piccola valle dalla quale scende il rio Nonaya.
La valle è stretta e dopo un breve tratto in piano inizia una ripida discesa che si rivela anche più lunga del previsto.
Il sole picchia già da oltre un'ora e per fortuna il bosco molto fitto in questa parte della tappa, almeno fino a quando raggiungiamo la carrettera N634.






da questo momento e sino all'arrivo all'albergue sono ben pochi i punti nei quali trovare un poca di ombra.
La pendenza in compenso è meno accentuata ed a parte un paio di centinai di metri il resto del tracciato è quasi in piano quando non in discesa.
Giunti all'albergue facciamo scorta d'acqua e raccogliamo delle informazioni sulla tappa che dovremmo fare domani e tratte le dovute conclusioni decidiamo di fermarci e rimandare a domani la tappa di 27 km, preludio, sperando nel bel tempo, ad una meravigliosa tappa per dopodomani.
Tre altre cose abbiamo deciso la sosta in questo albergue, a Bodenaya, in quanto il posto è particolarmente bello ed attraente per l'atmosfera che si respira.
L'albergue è donativo, preparano la cena e la colazione: merita sicuramente la sosta!
La cena nella sua semplicità e' sicuramente ottima, in particolare la zuppa di verdure.

domenica 22 luglio 2012

El Escampero- Cornellana 22 luglio

El Escamplero- Cornellana 22 luglio

Il cielo è coperto e solo a tratti il sole riesce a fare capolino tra le nuvole comunque la temperatura è assolutamente ideale per camminare.
La tappa odierna si preannuncia movimentata su un percorso quasi totalmente su strade asfaltate.
Partiamo alle 07.50 e subito una discesa lungo la collina, di spalle al sole, ci nasconde pure quei pochi raggi che riescono a malapena a "sfuggire" alla coltre nuvolosa.



Il primo tratto percorso si snoda tra i boschi.

Il paesaggio è certamente dei più belli sinora visti, colline dai dolci declivi ricoperte da un bel verde in varie tonalità che danno sollievo allo sguardo.
Sono 12 km di discesa quasi costante tranne la breve salita che porta alla Capilla de Santa Ana, quindi si ricomincia a scendere sino a giungere al ponte di Penaflora camminando lungo il sentiero che costeggia il Rio Nora .








Qui il percorso diventa piatto e 3 km dopo il ponte giungiamo a Grado.
Oggi a Grado c'è mercato. Giriamo tra le bancarelle facendo spesa soprattutto di verdure, pane e formaggi locali.
Verso le 12 proseguiamo ed appena fuori dal centro abitato inizia la salita verso l'alto del Fresnu, una salita di circa 4 km con un dislivello di 311 metri che non sarebbe difficile se nel frattempo il sole avesse sgomberato il cielo della copertura nuvolosa.
Fa caldo ed avendo caricato lo zaino con qualche cosa in più e la spesa al seguito la fatica è un tantino accentuata.



Comunque arriviamo alla cima in poco meno di un'ora.
La discesa verso Cornellana si rivela un poco più difficoltosa del previsto in quanto i primi 1500 m sono su una strada che è un terrapieno di contenimento per la sottostante autostrada con una forte pendenza.
Passato il paese di San Marcelo il cammino si inoltra di nuovo nella boscaglia seguendo un sentiero pantanoso.




Dopo S. Eulalia de la Doriga la discesa si fa di nuovo pendente e di nuovo lungo uno stretto sentiero che ci porta alla carrettera N634 che percorriamo per circa 1 km sino a giungere al ponte che immette al centro abitato di Cornellana.
L'albergue, che si trova presso il Monastero di San Salvador, è stato ricavato risistemando parte dell'antico edificio ed alquanto confortevole spazioso e fornito di tutto il necessario.