lunedì 20 luglio 2015

Secondo giorno lettone


19 luglio, domenica da Meleku Licis a Saulkrasti

Il forte vento che ha soffiato tutta la notte, seppur coi tappi alle orecchie, mi ha disturbato.
Per fortuna le previsioni del meteo.it sono state decisamente precise, spero non lo siano per domani, il vento continua ma è decisamente una bella giornata anche se serve vestirsi un poco a cipolla, in quanto la temperatura è un continuo alzarsi ed abbassarsi.

IL percorso di oggi si snoda, almeno per la prima parte, circa 20 km, su una strada bianca, con certe deviazioni non molto "carine" ma che ci stanno purtroppo.
Finalmente, dopo la Finlandia, un vero tratto da camminare quasi in contemplazione, ascoltare i suoni della natura, quando ci si allontana dalla spiaggia, si perché oggi il mare è un poco "arrabbiato", ed il rumore che produce, seppur sia meglio che ascoltare il traffico della vicina statale.

Quando ci si allontana dalla spiaggia, dicevo, ci si immerge in questa lunga fila di alberi alti e quasi rassicuranti, il vento che soffia alto, sopra le cime, pare fare da sottofondo al canto degli uccelli, che finalmente non sono solo gabbiani.
Il sentiero prosegue zigzagando in questa altissima pineta, ogni tanto la vicinanza del mare è quasi fastidiosa e me ne accorgo quando ad un certo punto mi trovo costretto ad un tratto di spiaggia piena di grosse pietre, che se non voglio rifarmi alcuni km indietro mi vedo costretto ad attraversare borsone in spalla ed un secondo viaggio per zaino e carretto.

Questo è il punto negativo della giornata, una ventina di minuti assolutamente imprevisti che se solo ci fosse stato un cartello che lo indicava...
Passata questa arrivo a Tuja, qui faccio finalmente colazione, acquisto dei biscotti, che saranno la merenda e la mezza cena del giorno.
Quindi passando su un tratto di strada bianca di circa 4 km, ritorno indietro a raggiungere la E67 e da qui in poi la noia ed il fastidio del traffico.

Sono indeciso sul da farsi, se fermarmi a Saulkrasti o proseguire per un'altra 20ina di km. deciderò all'arrivo in paese.
Qui ci arrivo verso le 19, con tanta, molta calma, verifico quel che c'è ed alla fine decido, dopo i miei canonici 56 km di fermarmi in una pensione, le previsioni danno l'impressione di essere veritiere.
Quindi anche stanotte in un letto, e per di più bello grande.

Ceno con delle insalate preparate acquistate in supermercato decisamente buone ed economiche.
Finalmente dei serpenti vivi!!! 

sabato 18 luglio 2015

Primo giorno lettone

18 luglio da Penu (Estonia) a Meleku Licis

Giornata all'insegna del tempo così così, che finisce in pioggia ma con un bel riparo per la notte.
Fa decisamente fresco, e penso ai 38° di Bolzano.
Parto comunque e decisamente tardi considerando che mi sono alzato alle 6.
Non c'è molto lungo la strada anche se, come tante volte succede, i campeggi si susseguono in maniera decisamente fastidiosa.

Uno di questi è aperto, mi fiondo nel bar-negozio e faccio una colazione decisamente decente.
Proseguo, oramai mancano pochi km al confine, il paesaggio è costretto tra due file di pini che sembrano un muro.
Una signora che aspetta l'autobus, dei ciclisti che ti sorpassano o che ti incrociano, nulla di molto diverso rispetto ai giorni scorsi.
La novità arriva più avanti, tante ma tante querce.

Arrivo al confine ed a parte la scritta "LATVIA" oltre la linea immaginaria, non v'è nulla che ne indichi l'attraversamento, e questa è cosa decisamente bella.
Oltre "confine" le cose cambiano poco, l'influenza sovietica, per quanto ben poco si veda, ha lasciato il suo segno.
Mi fermo per pranzare e poco dopo in un bar chiedo informazioni, ma le uniche decenti le ho da un ragazzo seduto su una panchina, che mi dice che 15 km più avanti c'è un centro abitato più grande.
Proseguo ed appena fuori dal paese l'amara sorpresa: stanno rifacendo la strada che dal confine porta a Riga e questo è un grosso problema, tocca camminare si, su terra battuta, ma di pietrisco molto grosso e ciò aiuta ben poco.

Comunque vado avanti anche perché, non appena attraversato il confine, trovo un segnale stradale che pensavo avrei trovato in Germania: l'Euro Velo 13!
Comincio a seguirlo e c'è ben poco da fare, segue la E67.
Giunto all'altezza del centro abitato di Salagriva, mi ritrovo nel pieno di un festival musicale e la concentrazione di persone e mezzi è tale da creare decisamente confusione.
Chiedo alla polizia informazioni su un centro commerciale, me ne indicano uno, ma c'è tutto tranne quel che cerco, una compagnia telefonica.

Nel bagordo della festa perdo pure il segnale, ma non è un problema, in quanto lo ritrovo alcuni km dopo che rientra sulla E67.
Mi piacciono i ragazzi intraprendenti, quelli che non lasciano perdere le occasioni ma anche che sanno seguire, se non imposto un consiglio, così mentre sono seduto in una delle solite fermate del bus, aspettando che spiova, ne passano 4 in bici, si fermano nella fermata opposta.
Riparto mi fermo da loro, quattro chiacchiere e riparto, mi accorgo che c'è una strada parallela che fiancheggia la principale, attraverso e mi ci immetto.
I ragazzi ripartono e seguono ciò che ho fatto, avrebbero potuto benissimo continuare lungo la statale... spero di essermi spiegato!

Ho ancora molte ore davanti a me, ma oggi la crisi del 34-42 km si è allungata, quindi verso le 20:30, seguendo il segnale mi immetto su una strada che segue la costa, ed al primo campeggio mi fermo.
Cosa strana: ho l'impressione che i km si allunghino o moltiplichino.

venerdì 17 luglio 2015

Sesto giorno estone

17 luglio venerdì, da Parnu a Penu

Le previsioni danno cattivo tempo, almeno questo mi dice il proprietario del campeggio.
Parto con un cielo nuvoloso che minaccia pioggia e rispetto a ieri fa decisamente freddo.
Dormire in un letto, in queste situazioni, non ha prezzo, pare ci si possa rigenerare almeno 10 volte più velocemente che dormendo sul terreno o su un pavimento qualsiasi.

Oggi l'intento è quello di avvicinarmi il più possibile al confine in modo di arrivare o domenica sera o lunedì mattina presto a Riga.
Se poi tutto mi dice bene penso di fare una breve sosta in quella città oppure continuare, tutto dipende dal servizio assistenza della Canon, purtroppo la macchina mi è caduta e vi sarete accorti che negli ultimi giorni la qualità delle foto è alquanto scarsa, tra le altre cose pure l'obiettivo ha subito un danno, vedremo.

Finalmente si ritorna vicino al mare, almeno spero, dato che l'Euro Velo 10 corre lungo la statale E67, trafficata, anche se a tratti.
Per fortuna che ogni tanto il tracciato porta fuori da questa arteria e segue delle strade secondarie e parallele che si trovano "schiacciate" tra questa ed il mare.
Purtroppo sono ben poche le possibilità di avvicinarsi all'acqua, qui pare che il culto della spiaggia sia poco gradito, lunghi canneti e qualche sprazzo si sabbia, questo è il Baltico in questa zona.
Anche in questo tratto la mancanza, anche se in maniera minore, dei paesi si fa sentire, comunque non mancano i punti presso i quali fare rifornimento.

Al campeggio, stamane, mi hanno dato delle cartine turistiche ove poter vedere campeggi ed alloggi vari, i campeggi decisamente sono pochi e posti a distanze impossibili per chi cammina, o fai 20 km al giorno o ne fai oltre 60.

Durante il pomeriggio, non appena svoltato lungo una delle deviazione del sentiero, un violento acquazzone mi prende tra un grosso albero ed un altro, faccio appena a tempo a coprirmi, è incredibile la quantità d'acqua caduta nel giro di pochi minuti, passati questi di nuovo il sole e poco più in la, 500 m circa nemmeno una goccia.
Passate le 18 comincio a cercare ove passare la notte, mi fermo in uno dei tanti bar "casalinghi" e chiedo informazioni, stavolta conoscono il posto, mi mandano in un paio di posti ed accennano ad un altro, che però, probabilmente sarà pieno in quanto hanno un concerto dopo le 20.

I prezzi dei primi due posti sono proibitivi, quando arrivo al campeggio, nemmeno segnato sulle mappe, e qui oltre a sistemarmi, mi godo il concerto blues: sono vicino ad una spiaggia! 

giovedì 16 luglio 2015

Quinto giorno estone

16 luglio, giovedì, fa Lihula a Pärnu

Alle 07 sono per strada, niente colazione, il bar apre dopo le 08, spero di trovare qualche cosa per strada.
La tappa di oggi è volta alla ricerca del'Euro Velo 10, ma rileggendo la brochure mi pare che questa, come è successo a me, si perda da qualche parte e la si ritrovi proprio entrando a Pärnu.
Il percorso è alquanto monotono, non trovo nemmeno spunti per delle fotografie decenti.

Dopo una ventina di km trovo il primo negozio, altrettanti ed incontro il secondo, oggi non muoio certamente di fame.
Effettivamente il segnale lo ritrovo all'inizio del paese e da come è posto pare che dia l'impressione di essere li a caso. Controllerò per essere certo di non aver fatto errori.
Comunque oggi, con una tappa di 63 km, anche se all'ingresso della cittadina erano 53, sono arrivato a Pärnu dopo 5 giorni percorrendo 262 km cercando il più possibile di riprodurre il percorso originale.
Oggi vorrei parlare di una cosa alla quale ci tenevo veramente tanto.

Quando all'inizio si parlava di questa camminata, il mio primo pensiero era andato a San Pietroburgo, mi sarebbe piaciuto veramente tanto poter passare li qualche giorno, ma parlando ed informandoci pareva che le difficoltà per ottenere il visto fossero tante, invece sarebbe bastato munirsi di un'assicurazione, recarsi al consolato ed in una decina di giorni ottenerlo.

Quando Italo rinunciò io rimasi sull'indecisione se farmelo o meno, ero dibattuto tra: lo faccio comunque, e male che vada ci rinuncio all'ultimo momento, perché se si parte in due a fare una cosa in due si deve fare, ma c'era pure l'incertezza che il connubio tra camminatori così diversi le cose potessero andare male.
Così è stato ed io sono rimasto con le pive nel sacco, sia chiaro, la responsabilità è e rimane solo ed esclusivamente mia, non scarico il sacco sulle spalle a nessuno!
La scelta era chiara: fatti il visto e se va male pazienza!
Comunque è andata così e piangerci sopra non serve a nulla.

Serva da lezione, così dopo questa zappata sui piedi che mi sono dato, ho finalmente imparato che sono tipo da camminare solo escludendo qualsiasi compagnia, a parte Manuela!
Tra le altre cose avrei dovuto sin dai primi giorni staccarmi e procedere per conto mio, ho provato a camminare nel suo modo, per me un disastro, alla fine della tappa ero distrutto, nonostante soli 40 km, qualcuno lo era molto più di me però, ho provato pure a mantenere il suo ritmo di camminata standogli dietro: mi sono depilato lo scroto sull'asfalto per la noia e l'andamento lento.

Si dice che non tutti i mali vengono per nuocere e a questo proposito penso a quanto sia stato opportuno il diniego dello sponsor che avevo trovato, pensando alla costrizione alla quale saremmo stati sottoposti entrambi.
Ma San Pietroburgo mi rimane proprio sullo stomaco!!!

mercoledì 15 luglio 2015

Quarto giorno estone

15 luglio mercoledì, da Haaspalu a Lihula

Tappa decisamente piatta se non fosse che in certi momenti e certi luoghi, non so per quale motivo, forse l'aria ovattata che un cielo leggermente annuvolato dona al paesaggio, il fatto che i colori si stemperano diventando quasi delle semplici tonalità di grigio, forse per la mancanza di traffico, che fa si che paia di essere in altra epoca, mi pare di rivivere dei famosi sceneggiati televisivi della RAI, quando ancora era in bianco e nero, ed ambientati in questi luoghi o in posti qua vicini, I fratelli Karamazov di Dostoevskij, oppure Guerra e Pace di Tolstoj, non so forse la memoria mi inganna, ma questi luoghi mi sembrano uscire da quei programmi.

Il resto come detto: è piattume!
Nota positiva, finalmente un serpente vivo, una biscia, ma per cercare di farla spostare dalla strada e per la sua velocità non faccio a tempo a fare una foto, pazienza!

Perdo l'Euro Velo 10, non c'è verso di capire da che parte debba andare, comunque seguendo la ciclabile 11, che immagino corra parallela alla 10, continuo la mia camminata nella speranza di potermi reimmettere al più presto, avrò forse guadagnato una decina di km.

Pure oggi oltre 30 km prima di incontrare un luogo ove fare scorta d'acqua, qui la sosta è d'obbligo sia per bere che mangiare, di riposare non ne ho molto bisogno, il piede non duole quasi del tutto e la gamba dx, avendo a disposizione un fondo decisamente piatto, non da fastidio, quindi si marcia per bene.  

Dal punto di partenza a Parnu, mancano circa 108 km, quindi almeno 2 tappe sono d'obbligo, decido così per lo spezzarle a metà e cercando un luogo che corrisponda a questa esigenza, trovo questo centro abitato che è proprio nel bel mezzo.
Sono decisamente in anticipo, potrei andare vanti ancora per almeno tre ore, ma un piatto di patate fritte, nel ristorante del paese me lo posso permettere, poi diventano due.

Un paio di chiacchiere con il proprietario del locale e la sua cameriera e trovo il posto per piazzare la tenda, nel retro dell'edificio, su un bel prato morbido ed appena tagliato, con a disposizione la doccia ed il bagno, meglio di così!