martedì 10 marzo 2015

Via Francigena 2015 1a tappa

Ivrea - Santhià

L'ostello è silenzioso, si perché ospitano alcuni profughi provenienti dallo Zambia, esco allo 7:30, la città comincia a muoversi, non è difficile seguire il percorso, è ben segnato e comunque basterebbero poche indicazioni a voce per seguirlo.

La strada è diversa stavolta, non seguo la statale, non ho il carretto a far d'impedimento, comunque nonostante ciò avrei preferito averlo al seguito, non fosse altro per evitare i giri lunghi che questa tappa propone.
La giornata inizia con freddo e man mano che procedo il sole inizia a scaldare, verso le 10 tolgo il piumino, non appena mi sono asciugato dal poco di sudore che avevo addosso il caldo si fa sentire.

Procedo zigzagando nella campagna, attraversando dei paesi che mi fanno spesso chiedere il perché di questa scelta, si potrebbero evitare pur rimanendo in gran parte su strade decisamente sicure.
Cascinette d'Ivrea, Buraldo, e Bollengo sono i primi tre centri che mi fanno porre la domanda, soprattutto considerando il fatto che, se si evitasse Ivrea, tagliando dal lago Sirio fino al Lago Campagna allora si ci sarebbe motivo per il loro attraversamento di citati, almeno il secondo ed il terzo.
 
Ma questo è solo un mio pensiero, magari domattina me ne sono già dimenticato.
Vi sono un paio di salite, che per me senza allenamento, si fanno sentire.
Il paesaggio rimane comunque tutto da ammirare, peccato che lungo il percorso non si abbiano molte possibilità di ammirare il lago di Viverone, tra le altre cose oggi la foschia la fa da padrona.
Poco dopo Viverone e prima di arrivare a Roppolo, sosta pranzo, ci voleva proprio, con un cornetto in corpo dalle 8 non è che si possa andare molto avanti.

La seconda parte, se vogliamo, mi pare, in certi momenti, una presa in giro, le giravolte che fa il percorso, oltre a farti quantomeno sbuffare, ti stancano da matti, ad un certo punto, appena attraversata l'autostrada decido di seguire, o meglio di andare dritto, passando sotto il ponte della ferrovia ed arrivando in città almeno 30 minuti prima rispetto al percorso segnato.
Motivo di rilassatezza è stato l'incontro con Bleck, era scritto così sul collare, un bellissimo esemplare di Labrador nero che mi ha accompagnato per alcuni km.

L'arrivo in città sulla scelta da me fatte è stata decisamente buona, anche se per qualche centinaio di metri ho camminato lungo la statale, vi posso assicurare che di pericolo proprio non ce n'era.
L'ostello, seppur piccolo è accogliente ed a parte la cucina ha quanto serve.
Domani deciderò sul da farsi in quanto, dopo che mi son sistemato, ho iniziato a sentire un forte dolore ai tendini del tallone sinistro...vedremo.