mercoledì 28 novembre 2012

Cammino francese 21a tappa Vega de Valcarce-Tricastela

Vega de Valcarce-Tricastela 28-11-12

Notte passata discretamente, ho dormito la bellezza di 4 ore, un intenso fastidio lo ha dato quello che penso possa essere un grosso condensatore con il suo tipico rumore, i tappi mi salvano in parte.
Alle 07 sono sveglio, esco ed ammiro le cime innevate di neve fresca, non molta ma mi fa prendere alcune precauzioni.








Esco verso le 08 ed il cielo è in gran parte sereno ed il vento soffia in maniera debole.
Mi fermo al bar ove ho appuntamento con quattro ragazzi italiani con i quali salirò sino al Cebreiro: da solo si, scemo no!
Le previsioni non danno comunque intense precipitazioni.
Alle 08.50, dopo avere atteso per circa 50 minuti i ragazzi, e non vedendoli ancora arrivare, decido di partire, nel breve volgere di un'ora il cielo si è coperto di nuovo ed inizia a piovere.





 Dopo circa 30 minuti arrivo a Ruteilan e dopo una decina ancora a Los Herreiras, supero una ragazza coreana, alla fine del piccolo centro inizia la vera salita al Cebreiro.
Guardando le cime e le vetture che scendono con della neve sulla capotta, deduco non ve ne sia molta in alto.
Comunque inizio la dura salita, in mezzo al bosco la precipitazione non si fa sentire, fitta com'è la vegetazione.
Vegetazione che è composta perlopiù da castagni secolari ed alla base di questi un'infinità di castagne, grosse come maroni, che meriterebbero solo essere raccolte.
Prima di giungere a La Faba incontro la prima neve, bagnata e caduta di certo la sera prima o durante la notte.
Appena esco dal paese mi accorgo che il rifugio presso il quale avrei voluto fermarmi ieri sera era aperto.
Davanti a me c'è Paolo ed un altro camminante che hanno passata la notte in quel rifugio, un poco mi incazzo!





Continuando a salire e sul sentiero vedo, nella neve, le impronte di qualcuno che mi precede.
Nevica intensamente, ed in un punto del sentiero, che si trova sottovento, e dove si è ammucchiata, inizio a provare, anzi riprovare, quel che significa camminare su uno strato di una decina di cm di soffice neve.
A Laguna de Castilla trovo il bar aperto e chi stava davanti a me, una ragazza australiana partita da Ruitelan.
Breve sosta durante la quale arrivano anche Paolo ed altre persone partite assieme a me da Vega de Valcarce.
Riparto lasciando gli altri al bar, sono solo e davanti a me solo un cane che mi anticipa e che per circa un km mi fa da segna strada.





Nevica come sempre avrei desiderato facesse durante uno dei miei cammini, è una neve asciutta e soffice che non si attacca alla mantella, ma che fa strato sul terreno e rende l'incedere molto pesante, oramai sono oltre 10 cm, che si fanno sentire sulle gambe nei brevi tratti nei quali il sentiero si fa più ripido.
Non vedo oltre un centinaio di metri e nonostante, dall'ultimo paese manchino solo 2 km, la strada mi pare molto più lunga.
Il rintocco di una campana, suono che giunge dalla meta, mi dice che sono le 11.30, ma soprattutto che oramai sono quasi arrivato alla cima.
L'ultimo tratto è in parte protetto dalla vegetazione e di neve sul sentiero ve n'è poca, al Cebreiro arrivo in pochi minuti, un paio di foto per gli amici di facebook, sosta per mangiare qualcosa e via verso l'alto del Poio.





Sosta che dura circa 1 ora e 15 minuti,
Prima di partire però, sono costretto a cambiarmi, sono zuppo come una spugna, il bar non è il massimo come riscaldamento ed il posto vicino al caminetto è occupato da una troupe televisiva, ce n'è un'altra che intervista la gente che sale, che è li per la fantasmagorica esclusiva di una nevicata di una 20ina di cm.
Vedo delle persone passare, e quando esco incontro pure Paolo che in compagnia di altre due persone ha aiutato una ragazza in bicicletta a salire fin li.
La strada non innevata in modo preoccupante e gli spartineve sono da poco passati.
Il tragitto fino all'alto del Poio, passando per quello di san Roque, non è molto difficile, se non fosse per il vento, con delle raffiche a volte forti, che diventano ancor più fastidiose quando portano dei fiocchi di neve gelati.




All'alto ci arrivo verso le 14.45, non male con il tempo che fa.
Ora la discesa verso la meta odierna. Fino a Viduedo, passando per Fonfria, cammino lungo la strada statale.
La tentazione di fermarmi a Fonfria è tanta, ma proseguo, e nel tratto che porta al paese successivo la nevicata si intensifica al punto che la strada si imbianca in poco tempo.
Poco prima di Viduedo prendo la via che segue il cammino, il sentiero non è male e la neve solo in pochi punti manca ed è sostituita da delle pozze d'acqua.
Da qui a valle seguo solo il sentiero che dopo circa un paio di km dal paese è di nuovo sgombero dalla neve, così il tratto più pendente e pericoloso lo percorro vedendo quel che passa sotto i piedi.
Come sospettavo le correnti fredde provenienti da nord hanno creato l'effetto foehn, così a sud del Cebreiro la neve è arrivata fino a 1000m mentre a nord è scesa fino ad un paio di centinaia di metri più in basso.





Oramai giunto più in basso del livello neve, la pioggia mi accompagna quasi sino all'arrivo.
Attraversando paesetti come Villoval, Al Pasantes e lo stesso Viduedo, non si può fare a meno di notare che siamo in Galizia: strade di letame!
Arrivo all'albregue XACOBEO verso le 17.30.
E' caro, 9 euro, ma nelle condizioni in cui mi trovo ed il bisogno di scaldarmi, non mi fa spostare, quindi mi fermo.
E' caldo, le docce ed i bagni sono a temperatura assolutamente perfetta, c'è il wifi, la cucina e soprattutto posso lavare ed asciugare i vestiti.
Esco a fare spesa in costume da bagno, in ciabatte e giacca a vento.