venerdì 30 novembre 2012

Cammino francese 23a tappa Sarria-Portomarin

Sarria-Portomarin 30-11-12

Giornata all'insegna della calma, partenza verso le 08.45 dopo avere consumato la colazione al bar. (va che precisione)
Breve e leggera la salita che da inizio alla tappa odierna, un poco più lunga e sicuramente molto più pendente, la discesa che porta al sentiero per Barbadelo.
Altro bel tratto in mezzo a questi meravigliosi boschi di castagno.








La salita che porta al paese è lunga ma non faticosa, anche perché non ho fretta di salire e mi godo lo spettacolo di queste meravigliose piante sicuramente ultra centenarie.
In questo tratto mi raggiunge Sam, coreano, col quale, assieme al gruppo precedente, abbiamo condiviso alcuni ostelli.
Rimane ammirato pure lui e cominciamo a scattare delle foto, purtroppo la luce è pochissima e ci aiutiamo con i bastonicini che improvvisiamo cavalletti per le macchine fotografiche.
Arriviamo in paese, lo attraversiamo, e sosta per un te, proprio fretta oggi non ce n'è!
Non appena riprendiamo il sentiero questo entra in un meraviglioso bosco di castagno, pochi minuti prima, con Sam, avevamo parlato del tipo di vegetazione che c'è nel suo paese e mi aveva risposto che era molto simile al nostra.





 All'interno del bosco però, rimango stupefatto nel vederlo andare completamente in estasi mentre osserva gli alberi che ci circondano.
Lo lascio solo e vado avanti, mi consolo a non essere l'unico a provare certe emozioni.
Nel prosieguo, specie dopo avere lasciato il brolo, mi rendo conto di cosa abbia perso lo scorso inverno quando per arrivare a Sarria ho scelto di percorrere la statale.
Continuo su queste piccole strade che attraversano altrettanto piccoli paesi.
Il paesaggio è vario e nonostante il cielo grigio i colori autunnali sono molto accesi.
A tratti il cammino si stacca dalla strada per continuare su sentieri decisamente confortevoli, e lo spettacolo non manca: dai meravigliosi boschi sopra descritti, a dei piccoli gruppi di alberi a dei fantastici e secolari castagni o querce, alle volte questi alberi fanno da ostacolo sulla strada o sul sentiero, ma è meraviglioso notare il fatto che hanno preferito spostare il passaggio per lasciare in piedi queste meravigliose piante.





A Ferreiros sosta per mangiare, qui conosco altre persone, tra questi c'è Kavì un ragazzo di Palermo, e vengo raggiunto da Wendi ed Ellen, che hanno passato la notte nello stesso albergue ove mi trovavo, assieme verifichiamo la disponibilità di ostelli in Portomarin.
Riparto, stavo troppo bene al caldo con la schiena rivolta alla stufa e comincio a sentire così tanto freddo che mi vedo costretto ad indossare i guanti.
Oggi deve essere ritornato a trovarmi il vento Matteo, un paio di volte, in alcuni momenti in cui non piove, mentre sto passando sotto le fronde degli alberi lungo il sentiero, si alza e soffia da scuotere i rami scrollandoli dell'acqua che cadendo al suolo mi trova impreparato.
Scendendo verso Mercadorio mi viene incontro un gatto, lo accarezzo e continua per la sua strada, poco dopo ne vedo un altro che miagolando mi si fa incontro, sale su un muro e non appena lo prendo in braccio mi posa la testa sulla spalla ed inizia a fare le fusa...



Lo lascio li mio malgrado ed è forte l'impressione di averlo già visto, mi ricorda quello che viaggiava sul carretto lo scorso inverno nei pressi di Pamplona, vedrò le foto.
Proseguo la discesa verso Il Rio Mino ed il grande ponte che lo attraversa, nell'ultimo tratto la pendenza è molto forte e mette a dura prova ginocchia e caviglie, ma arrivo al ponte ed alla scalinata con i suoi 46 scalini che portano all'ingresso a Portomarin.
Li salgo e percorrendo la strada lastricata arrivo in piazza dove ho appuntamento con la signora dell'albergue, mi sistemo in camera singola ed attendo gli altri, anche stasera pasta!