venerdì 19 giugno 2015

Tredicesimo giorno finlandese

19 giugno venerdì da Poropuisto ad Hautajarvi

Dopo la giornata di ieri e la seguente nottata, deciso a farmi una sonora dormita mi accampo e mi metto a dormire, Italo prosegue.
Lunghissima è la dormita, sono in piedi dopo 45 minuti.
Mi riavvio in direzione Kuusamo, ricevo dopo un paio di km, tramite il ponte radio che Manuela tiene tra Italo e me, un messaggio di Italo che dice più o meno: "Ti aspetto al km 100 che ho trovato un bel posto!"
        Si cucina il salmone per strada, si cuoce e si affumica, un'ora di cottura.

La strada è sempre la stessa, un continuo saliscendi tra i boschi, oppure, come in questo caso, si attraversa il centro di villeggiatura di Sallatunturi.
Come in tutti i centri abitati un poco grandi, una pista ciclabile accompagna nell'attraversamento.
Le strade finlandesi sono decisamente belle e ben curate, in questi quasi 600 km abbiamo visto un solo buco nell'asfalto, il traffico è sicuramente scarso, ma volendo considerare le condizioni meteo che devono sopportare, sono decisamente ben fatte e curate.
         Barriere anticarroarmato, ricordo della seconda guerra mondiale.

L'educazione alla guida che hanno i finlandesi, ma gli stessi norvegesi, ha qualche cosa di sublime: mai sentito il suono di un clacson, nemmeno quando si fanno stupidaggini, mai; camminiamo lungo le strade, bene, quando ci incrociano si spostano sulla corsia opposta e se per caso arriva un altro mezzo, cosa decisamente poco probabile, si fermano anche se noi ci si sposta fuori dalla carreggiata; infine i semafori, e qui ragazzi..., ci è capitato diverse volte di attraversare la strada, loro se ti vedono arrivare all'attraversamento e tu ci sei a meno di 10 metri, si fermano senza protesta alcuna, senza che la tua eventuale lentezza gli dia fastidio.
In questi 15 giorni abbiamo visto tre pattuglie di polizia, di queste una in Norvegia.
                                       Piccolo chalet che da sul lago.

La gente, specie nei piccoli centri o quelli che abitano in case isolate, a prima vista, non sembrano molto socievoli, ma se riesci a parlare con loro, pure se parlano solo il loro idioma, si aprono come libri, disponibilissimi ad aiutarti.
Le strade, se proprio vogliamo trovare un difetto, diciamo che nelle tante piazzole di sosta ben poche volte vi abbiamo trovato una panchina o qualche cosa ove poter fermarsi per una sosta pure mangereccia.
Italo mi sta aspettando in una queste, c'è una bella tettoia, con all'interno un tavolo e due panche allegate, lui dice che si sta bene anche a dormire, le panche sono lunghe 160 cm e larghe circa 30 io solo lungo 182 e le spalle 60, lui ci dorme bene, io no, anzi, mi vengono pure i crampi alla coscia destra.
                             Lago che da sul piccolo chalet di prima.

Alla fine lui si fa una dormita di circa 4 ore, russando che pare debba tagliare legna per due inverni, mentre io mi arrabatto a cercare di stare in equilibrio, alle 22:30 ci muoviamo.
Dopo circa 2 ore trovo uno spiazzo pianto la tenda, mi metto giù, mi sveglio alle 07 e riparto.
Italo a bordo di una vettura mi viene incontro, mi dice che a circa 4 km c'è un bel posto ove fermarsi.
E' la reception di un parco, dopo avere preso confidenza con le impiegate queste ci trovano un posto ove pernottare: uno chalet da favola, tutto in legno, corredato di tutto punto e con inclusa pure la sauna.
                                              Oche in volo.

Dopo una settima ci si doccia, finalmente, si fa il bucato, c'è anche l'asciugatrice, alle 22 mi metterò giù e mi costringerò a dormire fino domattina alle 06 - 07.