venerdì 7 giugno 2013

Da Calais a Sangatte

Da Calais a Segatte, 12 km totale 303

Notte insonne passata ad ascoltare il vento che ad ogni folata riusciva, oltre che il rumore dell'oceano, a coprire il frastuono dei miei pensieri.
Strano questo cammino!
Solitamente dopo pochi giorni di viaggio riesco ad immergermi nei miei personali pensieri che distolgono da quanto mi circonda lasciandomi solo con me stesso.
Stavolta no, stavolta e' diverso, ho passata poco più di una settimana nella "perfida Albione", (così la definiva Napoleone, o almeno a lui è stata data la paternità del termine, ripresa poi da Mussolini durante il fascismo, Albione dal latino albus, bianco, probabilmente si riferiva al colore delle scogliere di Dover) e le cose sono molto diverse.
Tutti questi giorni li ho passati a guardarmi in giro quasi sconvolto, qui regna totale il controllo, tutto o quasi e' video sorvegliato, qui vige la regola della proprietà, questo e' mio e guai se lo tocchi, ovunque c'è un "occhio" che ti guarda, e se non c'è' quello elettronico c'è la gente che ti guarda con sospetto, ma soprattutto si vede tanta ricchezza, che osservando quanto c'è attorno, non capisci da dove venga.
La terra offre ben poco, qualche pascolo, dei piccoli allevamenti e poco altro, eppure nei giardini ove riesci a guardare vedi minimo tre autovetture e tutte costose, le case, pur non sempre sontuose, lasciano intravvedere il benestare di chi ci abita.
Naturalmente sorge spontanea la domanda: ma da dove arriva questa ricchezza.
Personalmente, come detto nel post precedente, penso sia dovuta solo allo sfruttamento, nel modo più vergognoso del termine, delle ricchezze altrui. 
Hanno depredato la terra degli altri, dove sono arrivati hanno portato distruzione e fame, insomma abbiamo a c'è fare con della gentaglia che andrebbe bastonata ed isolata!...
Un solo rammarico:... anzi due: non essere riuscito, nel modo dovuto, a godermi Stonehenge, questo mi fa stare veramente male; e cosa meno importante lo Stilton, nemmeno un grammo, con quello che costa da noi...
Ora però son di qua.
La prima cosa che ho notato e che mi ha tirato su l'umore, e' stata la mancanza di verde.
Intendiamoci, non è che qui in Francia non ve ne sia, anzi, ma non è opprimente come quello che c'è oltremanica.
La camminata da Calais a Sangatte e' stata meno stressante rispetto ai quasi trecento km fatti di la, il rumore del mare, ed il vento, che libero dall'impedimento continuo della vegetazione, mi hanno accompagnato come fossero dei buoni compagni di viaggio.
Un poco mi sono tranquillizzato, ora mi auguro che tutto vada per come lo avevo inteso prima di partire, gli auspici ci sono anche se mare e vento non mi lasciano dormire.
Da domani torta di flan!!! Un paio di ragazzi, che mi hanno accompagnato al campeggio, mi hanno detto che la pasticceria del paese la fa che è una favola... aprono alle 5:30!
Sono le 3 ed inizia a cadere la pioggia, se domani insiste non mi muovo.
Forse sarebbe meglio riprendere Sepulveda!